Archivi del mese: settembre 2011

Passioni Personali, Personal Branding e Colloquio

Quando si parla di passioni personali l’argomento si fa interessante: ognuno di noi ha conoscenze e interessi diversi e, quando si trova a parlarne agli altri, lo fa in maniera “autentica, passionale e immediata”, diventa trasparente e luminosa, un po’ come quando la luce s’infrange  su un diamante e ci mostra tutte le sue facce nell’insieme.
Il Personal Brand, sappiamo, è strettamente connesso con l’autenticità dei contenuti che condividiamo e, proprio questa autenticità genera la fiducia nell’ascolto.

La fiducia, l’ascolto e l’autenticità sono elementi preziosi durante un colloquio di selezione

Da dove nasce la mia riflessione
Nasce da un periodo inteso di networking on e off line, dalla conoscenza di tante persone, tante professioni diverse, interessi, stili di comunicazione.
“Chi ama Miyazaki, chi la politica, chi sa tutto sul satellite Uars, sul coworking, sul SEO, sull’Indie Rock ……. tanti stili di Personal Branding, tanto sentimento nel comunicare mi generano un’enorme curiosità: vorrei approfondire, leggere, googlare, sapere tutto! “
Quasi sempre quando incontro persone nuove, aziende o candidati che siano, cerco subito di capire quale è la lo “passione” perchè credo che osservare e ascoltare parlare le persone della loro passione ci faccia percepire molto di loro.
Da selezionatrice, devo dire che non trascuro questo aspetto e vorrei aiutare i “selzionati” a rifletterci.

Le mie considerazioni
Le persone, parlando liberamente delle loro passioni, sono autentiche, spontanee e “più leggibili”; è molto interessante capire l’angolazione da cui osservano le cose, le interpretazioni che danno, il livello di approfondimento; mi stupisco sempre di quante cose si possono sapere sui più disparati argomenti e mi chiedo: se davvero potessimo imparare tutto attraverso la passione di chi ce la racconta quanto sarebbe divertente?

Sul finire di un colloquio lascio sempre uno spazio per parlare delle passioni dei candidati, mi serve come chiusura e soprattutto per “dare forma” a sensazioni che fino a quel momento, magari, non sono riuscita a decifrare; lo sguardo si alza, le persone ricordano, iniziano a sorridere, scendono un po’ più nel personale, fanno esempi concreti e “sono vere”.

Consigli
Ognuno dovrebbe affrontare un colloquio con la consapevolezza di sè e delle proprie passioni, del proprio talento, dei propri punti di forza.
Il mio suggerimento è quello di avere delle buone risposte da fornire alla classica domanda: “cosa fa nel tempo libero? quali sono i suoi interessi? Le sue passioni?”.
Potrebbe essere banale, ma molti candidati non sono pronti a rispondere a domande del genere … allora ricorrono alle classiche risposte: leggo, guardo film, faccio sport.
Devo però confessarvi che, mentre questi non lasciano una particolare impronta nella mia memoria, mi ricordo molto bene di chi mi ha trasmesso e fatto sentire la sua passione, che sia l’indie rock o la traiettoria del satellite Uars, di quelle persone conservo una sensazione viva, come si ricordano il bagliore e la luce di un diamante: ne ho un ricordo preciso perchè mi hanno permesso di conoscere qualcosa di loro e di vederlo attraverso i loro occhi.

Lasciare un ricordo, un’impressione vera, trasmettere fiducia sono elementi molto utili per farsi scegliere, scegliendo!
A presto


Come sfruttare davvero il network: chi è il tuo ponte?

Riprendo il discorso affrontato nell’ultimo post per parlare del network, come sfruttarlo davvero.

L’accaduto
Qualche giorno fa un candidato mi ha detto: “Anna io non avrò difficoltà a trovare un nuovo lavoro perchè conosco tanta gente, ho tanti amici che possono aiutarmi”.
Gli ho risposto che questo lo aiuterà di certo, ma che la vera utilità del network sta nei legami deboli, non in quelli forti; conoscere qualcuno che conosce, a sua volta, qualcun altro.

Ipotizzando di essere A, che B sia il “nostro amico, ex collega, o chi altro” e che C sia, a sua volta, un “amico, collega, ex collega” di B.

Bene: arrivare a C attraverso il nome di B, questo è il potenziale da usare!

Da dove partiamo?
Quando parlo con chi sta facendo un percoso di Outplacement o di Career Management gli chiedo di compilare un semplicissimo file per analizzare il network: in che azienda vorresti andare? Chi conosci? Qualcuno conosce qualcuno lì? Quale ruolo vorresti ricoprire lì?
Consiglio anche di utilizzare i contatti in prima persona, ossia: fare da sè!
Se conoscete qualcuno che a sua volta può crearvi un contatto dove desiderate presentarvi, chiedete semplicemente la possibilità di “spendere” il suo nome ma siate voi gli autori dell’azione di networking; solo così sarete certi del risultato e del timing!

La pratica e i consigli
Oggi chi gestisce selezioni e assunzioni è oberato di offerte e richieste per cui, la leva della fiducia che si genera in amicizia, tra ex colleghi, tra colleghi ecc. è fortissima: aiuta e snellisce il lavoro.
Se C incontrando o ascoltando voi saprà di aiutare B lo farà ovviamente più volentieri.Non scordate di aggiornare B sul percorso e sul risultato; spesso una telefonata di B vs C può rafforzare. Aggiornate costantemente il file, sarà utile per il futuro e per non fare sovrapposizioni o gaffe come scrivere due volte alla stessa persona spendendo due nomi differenti.
Presentatevi all’incontro con C pronti ed aggiornati sia su C che su B, informatevi prima …

Per esempio anni fa per arrivare ad un cliente ho utilizzato una conoscenza comune che, oltre ad avermi fatto da “ponte” (dicesi ponte colui che permette la connessione tra A e C) mi aveva informato che C amava le penne, le collezionava, non parlo di Montblanc ma di penne con loghi aziendali, i classici gadgets che si offrono a convegni o ad eventi; questa informazione è stata utilissima per me perchè C ha davvero apprezzato che io lo sapessi, ho dato conferma al suo legame di fiducia verso B ed il fatto che, prontamente, avessi per lui due penne per aumentare la sua collezione ha contribuito a “rompere il ghiaccio con me” e a favorire una comunicazione costruttiva.

Conclusioni
Ovviamente ridurre il discorso del network ad un giochino di scambio di penne tra A, B e C è riduttivo, spero tuttavia che i consigli pratici e la semplicità delle mie parole possano esservi d’aiuto.Nei prossimi post cercherò di addentrarmi sempre di più nell’argomento per permettervi di farvi scegliere, scegliendo!

A presto


Uno scambio virtuale di biglietti da visita? BASTA!

Ben ritrovati, mi scuso come prima cosa dell’assenza…

Utilità o inutilità

Sto riflettendo sulle enormi possibilità che ci da un buon network e sull’inutilità di non coltivarlo e sfruttarlo bene…. sarà perchè serve a me stessa ma anche perchè è un’attività che faccio costantemente con i candidati che seguo in Outplacement. L’analisi del network, ricostruirlo, integrarlo, connetterlo fa parte del percorso che chi lavora con me affronta.

mi spiego: io leggo, ascolto, condivido, scrivo, commento, rispondo, chiedo contatti, accetto contatti, amicizie, offro sempre la mia disponibilità a dare un aiuto (non dovuto) a chiunque me lo chieda; dispenso consigli, suggerimenti, condivido spontaneamente idee e novità….

Da me potete, infatti, aspettarvi messaggi, attraverso i social, del tipo “sfruttiamo davvero il network” oppure “creiamo davvero la rete” perchè tutte le mie azioni sopra riportate hanno un unico scopo: cambiare le cose, l’ottica della comunicazione, riportare tutti in un’ ottica  di fiducia e di collaborazione spontanea. Lavoro molto con i social e proprio a loro devo riconoscere il merito di discreti risultati raggiunti in termini di connessioni tra persone.

Spesso ricevo risposte confortanti, perchè tanti, capiscono che si può dare e ricevere e che qui, nel web 2.0, le regole sono differenti; prima di tutto, ad esempio, se posso, do quasi sempre del tu a tutti, proprio perchè l’atteggiamento che ho e che vorrei ricevere è di scambio, di collaborazione, propenso a costruire e non crogiolato in ossequi o virtuali scambi di biglietti da visita!

Uno scambio  virtuale

Mi piacerebbe che le persone all’interno della mia rete contassero sulla reciproca collaborazione, che chiedessero mostrandosi disponibili anche a dare. Non ci vedo nulla di male nella miriade di richieste che ricevo sulla consulenza di carriera, sui CV, sul desiderio di cambiamento e sono sempre disponibile a rispondere e a confrontarmi con loro.

Le mie conclusioni

Il network va curato con obiettivi chiari, con costanza e con sentimento ma soprattutto va sfruttato! Cosa mi servono 1000 contatti su linkedin se poi non so interagire, non li contatto, non cerco collaborazione da loro? Credo che ci voglia anche un po’ il coraggio di chiedere in maniera umile.  Ognuno ha tanto da dare facendo poca fatica e quel poco che ha da offrire, che sia un consiglio, un passaparola, una segnalazione, un appuntamento commerciale, o altro… è oro per chi lo riceverà! Allora perchè non cominciare?

Questo è quello che provo a spiegare a chi seguo nella mia attività di Consulenza di Carriera, a sfruttare il network, a dare ma anche a chiedere; a scambiarsi favori, insomma, per raggiungere il traguardo di farsi scegliere, scegliendo!

E voi, quanto curate il network? Quanto interagite con i vostri contatti?

a presto!

 


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 2.121 follower

%d bloggers like this: