Archivi del mese: gennaio 2012

Primo colloquio via Skype?

questo we mi sono imbattuta in una discussione su LinkedIn che merita un’approfondimento e qualche considerazione.

L’accaduto

Ida, apre una discussione in un gruppo dedicato alla ricerca di lavoro proprio con il titolo di questo post dicendo: “ ho appena ricevuto una mail per un colloquio conoscitivo e alla mia richiesta di sostenerlo tramite Skype hanno titubato e ancora devono darmi una risposta definitiva.”

Ida poi aggiunge: “Io sono disponibilissima a trasferirmi e ho viaggiato per lavoro, quindi non è il viaggio il problema. Il fatto sta che andare oggi a Milano, domani a Roma e dopodomani a Bologna, sono costi (e non irrisori) che chi, come me, essendo disoccupato da qualche mese, vorrebbe evitare di sostenere inutilmente, anche perchè spesso questi primi colloqui vengono sostenuti presso le agenzie che si limitano a richiederti le cose già indicate nel curriculum. Dato che la stessa conversazione si può benissimo effettuare via Skype, mi chiedo, perchè le azienda sono così restie a farli? Perchè solo noi candidati dobbiamo dimostrare la nostra disponibilità? 

Mi sono ritrovata spesso ad fare lunghi viaggi solo per “farmi vedere” mentre da quando chiedo la possibilità di effettuare il primo colloquio tramite Skype ho riscontrato, in chi ha accettato, apprezzamento per il rispetto reciproco nel non “perdere tempo”, anche nel caso in cui la posizione offerta e il mio profilo non erano in linea; e al secondo colloquio, di persona, si è andati subito al sodo sulle questioni tecniche consci entrambi dei presupposti (tipologia contrattuale, mansioni, esperienze precedenti ecc…) già chiariti tramite Skype. Capita anche a voi? Come vi comportate in questi casi?”

Le mie considerazioni

leggendo tra i 65 commenti che il post ha generato in 7gg si trovano davvero delle riflessioni intelligenti che meritano condivisione e rilievo.

Personalmente sono propensa in genere all’utilizzo di tutti questi strumenti e credo sia necessario stare al passo con i tempi, fare i conti con la parola “sostenibilità” e gestione del tempo … di tutti candidati e aziende o selezionatori. Non penso che, come selezionatrice, avrei dei problemi nel proporre un colloquio su Skype ancor di più se legato alla ricerca di un Community Manager. Nel mio lavoro utilizzo molto la videoconferenza per la Consulenza di Carriera e per il Personal Branding, dal mio LinkedIn si leggono anche segnalazioni di chi ha fatto percorsi con me utilizzando anche (ma non solo) skype.

Ida ci fa notare come sia poco coerente che un’azienda che cerca una/o  Community Manager/Social Media Specialist mostri un approccio mentalmente non aperto verso la tecnologia….

Coerenza è la parola chiave!

Lasciano un secondo da parte la parola “sostenibilità” concentramoci sulla parola “coerenza” parliamo di Employer Branding!  Che valori l’aziende riesce a trasmettere all’esterno facendoli associare al suo marchio? Quale talento attrarrà in questa maniera? L’azienda [un'agenzia specializzata nella comunicazione digitale] agendo così ha dato a Ida alcune info che lei non aveva e che le hanno permesso di scegliere se spendere denaro e presentarsi o meno…. lei infatti risponde: “Beh allora non siete interessati a una figura come la mia, quindi tempo e soldi del viaggio risparmiati. Non sono solo le aziende a voler verificare la disponibilità dei candidati, ma  anche chi cerca lavoro vuole verificare il vero interesse delle aziende nel ricercare una figura qualificata e non al far fare viaggi solo per vedere in faccia una persona, cosa che tramite Skype si può fare benissimo. “

Concludo

Tanti candidati che assisto si ricollocano grazie a contatti generati su LinkedIn con Head Hunter stranieri che fanno i colloqui via skype (e non solo il primo).  Ci sono aziende che operano in questa maniera già da tempo, cito, per esempio Apple; come selezionatrice, ripeto, non avrei restistenze a far il primo colloquio su Skype, così come non ho problemi a fare percorsi formativi in FAD o attraverso webinar.

Qualche info aggiuntiva con anche dei suggerimenti li ho trovati qui ne riporto alcuni come  esempio: l’abito fa il monaco anche se c’è lo schermo,  il colloquio è virtuale solo quanto agli strumenti di comunicazione impiegati, importante quindi  il modo in cui ci si veste e lo sfondo visivo che appare dietro il candidato … chiaro, lo scopo è sempre quello di “Farsi scegliere, Potendo scegliere!”

A presto

Anna


Un’opportunità per le Aziende #SMM

Social Media Marketing per le Aziende

Prendo un ulteriore spunto dal un post di Manageritalia di oggi  per segnalarvi un’opportunità che ho particolarmente apprezzato, una modalità nuova di proporre un servizio alle aziende che vogliono e possono avvicinarsi al modo del Social Media Marketing con l’ausilio di un network professionale che 1) propone strategie 2) Protegge da errori strategici o brutta reputazione 3) Assiste il cliente con continuità

Come?

Sta per partire la seconda edizione della SQcuola di Blog  un master online (un percorso di 500 ore!) di specializzazione in social media marketing. Un programma davvero ben fatto e docenti qualificati. C’è l’opportunità per le aziende di finanziare una borsa di studio per un partecipante del valore di € 3.000 + iva [ qui trovate maggiori informazioni] in cambio di essere seguiti da un blogger che, insieme al suo tutor, realizzerà un progetto speciale per l’azienda che ha deciso di finanziare! Mi sembra un buonissimo inizio molto abbordabile in termini di budget per iniziare a fare il grande passo verso una gestione consapevole delle opportunità della rete, no?

Buona lettura, a presto!


su Glamour arrivano le “Personal Jobber 2.0″

con grande onore vi annuncio che Nicoletta Spolini, la Caposervizio Attualità di Glamour, dedica uno spazio sul suo Blog a me e  Francesca Parviero  chiamato: Personal Jobber 2.0 !

 

Buona Lettura

Anna


Eva chiama Eva, le mie impressioni

Tempo fa, in un post, vi avevo parlato di un libro, oggi, dopo averlo letto, vorrei aggiungere qualcosa … 

che dire di un libro così? …. Leggetelo!

non voglio ripetere cose già dette da altre amiche blogger come Barbara o Silvia per cui provo …

c’è tutto: stupore, spunti, consapevolezza, stimolo alla riflessione all’autoanalisi, al mettersi in gioco, c’è lo stimolo al cambiamento, al miglioramento, al riscoprire (o ammettere) qualcosa di trascurato, c’è il desiderio (di chi lo legge) di avere risposte … risposte che avrà solo facendosi domande.

ci sono la forza e l’entusiasmo che solo Giustiniano ha, la sua luce, la sua voglia di vedere oltre, di vedere dentro di noi, di vedere il cuore di una donna attraverso gli occhi di un uomo, il suo profondo desiderio di trasmettere la visione del “femminile” al maschile in maniera nuova, non inflazionata.

Un libro davvero da leggere e da rileggere!


Un Grazie (di ritorno) 

a G. per avermi ringraziata nella prefazione, spero davvero di essere ancora a lungo sulla sua strada e vedere il seguito!

Buon 33-33-33 a tutti!

a presto

Anna


Specchio, specchio delle mie brame

Un candidato brama un posto di lavoro giusto, un’azienda brama per avere il candidato giusto … ma dove s’inceppa spesso il meccanismo? 

Oggi mi voglio far ispirare da famoso Specchio di Biancaneve e utilizzare la favola per parlare della realtà!

Cosa chiediamo allo specchio?

mi sembra di sentirlo parlare … in mano ad un’azienda o a un candidato indifferentemente direbbe “specchio, specchio delle mie brame, chi è il miglior candidato del reame?”

Se tu lo sei, se il tuo CV è ben allineato con l’annuncio che hai appena letto, se condividi al 100%  mission o vision di quell’azienda, se la senti tua … ti sei chiesto cosa davvero lo specchio risponderebbe? Parlerebbe di te? Perchè dovrebbe farlo? Google cosa dice su di te? Hai mai googlato il tuo nome?

oggi tutti cercano di perdere meno tempo possibile e ottenere velocemente il massimo risultato, soprattutto le aziende, non scordiamolo

Lo Specchio parlerà del tuo Personal Branding

Immaginiamo che lo specchio oggi parli dando eco a ciò che ogni candidato riesce a dire su di sè prima che lo specchio stesso venga interrogato perchè …  che tu lo voglia o no, che tu lo abbia scelto o meno, se non avrai intrapreso azioni coerenti, autentiche ed efficaci sarà peggio per te, lo specchio non dirà nulla su di te, parlerà di altri e non ti troveranno! Tutti abbiamo un Personal Brand indipendentemente dal fatto che ci preoccupiamo di curarlo e coltivarlo o meno.

Concludo ricordando che …

  1. Il Personal Brand è la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner ti sceglie.
  2. Fare Personal Branding aiuta a farsi trovare per “farsi scegliere, potendo scegliere!”

A presto!

 

 


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