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Fare Personal Branding … come?

Cosa è il Personal Branding?

E’ quello che gli altri pensano di noi ed è il risultato della strategia che adottiamo nel distinguerci e nell’influenzare il loro pensiero.

Prendiamo atto che tutti lo abbiamo, sia che lo curiamo sia che non lo curiamo quindi … pensiamoci!

Fare Personal Branding significa puntare su se stessi per farci scegliere: come candidato, come cliente, come fornitore, come professionista.
Si comincia a delineare l’importanza di pianificare queste azioni evidenziandone i molteplici effetti.

Influenzare gli altri, ma come?

Una delle prime cose che ho capito è che ci deve essere un profondo senso etico nel farlo, mi spiego: lavorare sul proprio Personal Branding non vuol dire falsare l’immagine di noi stessi, anzi!

Il Personal Brand è strettamente connesso con l’autenticità di ciò che scegliamo di comunicare di noi stessi e proprio questa autenticità genera la fiducia nell’ascolto.

La fiducia, l’ascolto e l’autenticità sono tre elementi preziosi per determinare l’immagine che gli altri avranno di noi, se davvero saremo percepiti come trasparenti e autentici si fideranno di noi e il nostro Personal Branding sarà rafforzato.

Quando davvero siamo bravi a fare qualcosa abbiamo bisogno di esser noi a dirlo? Non penso perchè in generale il meccanismo di raccomandazione è sempre esistito e da sempre nello scegliere qualcuno o qualcosa ci basiamo sul passaparola: chi ci consigliano i nostri amici? quale prodotto hanno provato ed apprezzato?

Parlando di Personal Branding il meccanismo è lo stesso: lasciamo dire agli altri quanto siamo bravi, ma cerchiamo il miglior modo per fare in modo che ciò accada.

Comunicare, fare rete e avere un buon network, sia in termine numerico che qualitativo è fondamentale: si parte da qui

Qualche consiglio pratico

  1. Googlare il proprio “nome cognome” e analizzare il risultati: ci siamo? cosa appare? quanti risultati? le info sono quelle che vorrei comunicare?
  2. LinkedIn: compilare un profilo completo, accurato, con parole chiave strategiche, aggiornarlo periodicamente, espandere con costanza il network
  3. Network: ascoltare, interagire, comunicare, dare e chiedere
  4. Far parlare gli altri di noi: commenti ai nostri post, segnalazioni, endorsements
  5. Essere Social!

Altri suggerimenti li trovate continuando a leggere il mio Blog  perchè la mia logica è sempre quella di farsi scegliere, potendo scegliere !

A presto

Anna


Tre sono le cose che devo ricordarmi di fare …

♪♪♪ Tre sono le cose che devo ricordarmi di fare  ♪♪♪ 

è un pezzo di una canzone che mi è rimasta nelle orecchie perché piace molto a mio figlio che la canticchia spesso e mi chiede subito dopo ” Mamma, quali sono le 3 cose da ricordarsi? “

chiaramente a voi non dirò: non si tirano le cose, non si picchiano i bimbi e bisogna chiedere per favore e dire grazie :)

… mi limito a sottolineare l’ultima cosa “si chiede per favore e si ringrazia” perché, ebbene si, anche via mail, su web, sui blog, sui forum questa regola vale …  ed è molto spesso trascurata!

Regole di networking

Ho già scritto altrove, in altri post che per instaurare dei buoni rapporti di networking è indispensabile dare prima di chiedere e allo stesso modo chiedere qualcosa in cambio per riequilibrare la relazione.

Non scordiamo che “Ognuno ha tanto da dare facendo poca fatica e quel poco che ha da offrire, che sia un consiglio, un passaparola, una segnalazione, un appuntamento commerciale, o altro… è oro per chi lo riceverà! Allora perché non cominciare?”

Fa parte del Personal Branding anche questo se consideriamo che è l’arte di persuadere e influenzare gli altri (in modo etico) per dare loro l’immagine di noi che desideriamo trasmettergli; come si potrebbe cominciare se non con le buone maniere?

Ci sono tanti modi di chiedere e scegliere quello più appropriato fa parte delle responsabilità di saper stare all’interno di una community.  Ricevo tante mail di richieste di aiuto e di consigli, cosa che mi fa piacere perchè oltre a sentirmi utile mi sento riconosciuta come colei che può risolvere o facilitare qualcuno nel difficile compito di volgere in positivo la propria carriera … detto ciò posso dire che alcune si differenziano davvero da altre … per il tono, per l’empatia immediata, perchè si capisce che chi ha scritto “voleva proprio scrivere a me!”

Alla fine non serve molto per conquistare la simpatia di chi ci deve leggere, farsi ricordare è sicuramente utile … chiaramente senza eccessi in nessun senso.

Se cerchi di entrare in contatto con qualcuno punta sul dire subito qualcosa che possa interessarlo, gratificarlo, che possa creare un legame con colui che ti legge, fai capire che, come tu chiedi tempo a  lui allo stesso modo hai speso tempo per informarti prima.

Quali sono le 3 cose che devo ricordarmi di fare?

prima: dire chi sei e cosa fai

seconda: perchè stai contattando proprio lui, cosa vi unisce? chi e cosa vi unisce? come hai incrociato il suo profilo o la sua strada?

e terza cosa: ringraziare!

questo sempre nell’ottica di aiutarvi a farsi scegliere, potendo scegliere!

A presto

Anna


#2RigheBastano … [per presentarsi su LinkedIn e farsi ricordare!]

So che è un argomento molto caldo, ma non mi stanco di ripeterlo: ” quando invitiamo qualcuno su LinkedIn teniamo a mente che #2RigheBastano “

Perchè scrivere un breve messaggio?

Chi si permetterebbe nella piazza del paese di invitarti a sedere al proprio tavolo con una espressione neutra, senza un gesto, un invito, una parola o un sorriso? [ cit. Francesca Parviero ]*

Io no di certo, e tu?

Allora fermiamoci ancora un attimo e riflettiamoci insieme …

Quando ricevo un invito mi soffermo sempre a leggere il messaggio … se c’è … e devo confessarvi che su 10/15 inviti che ricevo al giorno forse solamente uno è personalizzato. [inutile dire che di quella persona mi ricorderò di sicuro!].

In genere accetto tutte le richieste, o quasi, ma rispondo a chi dall’altra parte mi ha cercata chiedendo il motivo e  di dirmi qualcosa su di sè … su cosa nascerebbe dal nostro collegamento, per capire anche cosa o chi  lo ha portato a me.

Sono spinta al 90% dalla curiosità, mi piace capire come si tesse la ragnatela del network, e dal fatto che ogni persona può portarmi verso nuovi confini, progetti e realizzazioni. Per me la Lifelong learning comincia qui … capisco e decido dove andare ascoltando gli altri.

Detto ciò è evidente che mi ricordo molto bene di chi si presenta e delle risposte che alcuni mi danno (si … purtroppo non tutti rispondono nemmeno se interrogati … e allora mi dico: “mi cerchi, ti rispondo e sparisci? boh!”) , queste righe che poi ricevo, a cui spesso e volentieri rispondo sono autentiche, sono preziose e sono la base della mia attività di networking, la mia ragnatela comincia qui …

LinkedIn è uno strumento che ci porta risultati solo se utilizzato bene. Personal Branding è comunicare la nostra unicità. Il Personal Brand è il nostro valore. Che unicità comunichiamo se inviamo una richiesta senza parole, senza emozioni, senza cura per l’altro?” 

Infine una Critica Costruttiva

Se sono vere tutte queste cose, se tutti dobbiamo investire in un network reale ed efficace, non solo per collezionare numeri fino ad arrivare al fatidico +500 mi chiedo: “come mai le app LinkedIn Apple e  Android non permettono di inserire un messaggio personalizzato?”

ebbene si, quando ti vengono proposte le persone che “potresti conoscere ” puoi cliccare sul + accanto al nome  ma non puoi aggiungere le #2Righe … :(

Tanta gente ormai accede ai social da smartphone … e usa le app e quindi? … Su, su su LinkedIN developers che potete fare di meglio ;)  

Non sono una programmatrice e non so quanto sviluppare questa modifica possa comportare in termini di tempo, risorse o costi però … mi piacerebbe che un messaggio sulla netiquette venisse proprio da casa LinkedIn … per permettere a tutti di “Farsi scegliere, Potendo scegliere”  … o sbaglio?

Grazie, auguro una serena estate a tutti, a presto!

Anna

* Francesca è la mia prima alleata in questa crociata2.0 :)

leggi anche

LinkedIn per trovare lavoro

LinkedIn e l’importanza dei Meganodi

LinkedIn networking ABC: cosa non fare


Lunedí 16 Aprile: Imprese e lavoratori in rete per competere

Imprese e lavoratori in rete per competere.  . .  un tema attuale, un evento organizzato da Manageritalia a Milano, io ci saró e voi?

Ebbene sì la rete, intesa come realtà online, è un must per comunicare, interagire, collaborare e vendere, ma lo è anche offline perché aziende e individui possano collaborare al meglio per competere con successo.

Il post lo trovate qui :

http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/04/imprese-e-lavoratori-in-rete-per-competere/

A presto!


LinkedIn e l’importanza dei Meganodi

Ho sentito la neccessità di riportare qui un bel Post di Paolo Bruno [che ringrazio davvero per la simpatia e la collaborazione] perchè, nella mia attività di LinkedIn Coach cerco sempre di far capire ai miei candidati l’importanza di avere dei buoni collegamenti nella loro rete: sia nell’ottica delle opportunità di “Network” sia per aumentare la “Trovabilità del loro Profilo”.

Questo Post è molto chiaro e aiuta a comprendere come un Meganodo [un utente all’interno della nostra rete] è in grado di ampliare in modo esponenziale le connessioni di secondo livello e come sia in grado di influire notevolmente nelle connessioni di primo livello interagendo con tutti i gruppi primari.

cerchiamo di capire quale è “Il primo principio dei Meganodi di Paolo Bruno”

Linkedin è un Social Network Professionale basato sui livelli di connessione.

Ogni connessione diretta è di 1° Livello, tutti “gli amici degli amici” sono connessioni di 2° Livello, tutto il resto viene definito come 3° Livello.

In realtà i livelli sono più di 3 ma non si ha alcuna visibilità dopo il 2°. Non ci è dato sapere quanti contatti ci separano da quel lontano utente di 3° Livello (si teorizza che al massimo possano essere 6).

Che funzione hanno i Livelli? 

per proseguire a leggere cliccate qui

a presto AM


LinkedIn Networking ABC: cosa NON fare

Nei giorno scorsi ho letto un Post intitolato: Linkedin Networking 101: What Not to Do che mi è sembrato utile e interessante da riproporvi, l’ho quindi liberamente tradotto e in parte reinterpretato per voi

ABC del Networking con LinkedIn: Cominciamo a parlarne 

Per ottenere quello che vogliamo nella vita bisogna far uscire e valorizzare tutte le nostre doti di venditori.

Un aspetto veramente importante della vendita è il Networking. Qualcuno di noi lo ama ma, in realtà, la maggior parte di noi ne sono spaventati. E’ dura. E’ dura sapere con chi parlare, che cosa fare e che cosa dire.

Come consulente di Carriera spesso discuto su come fare Network. Cosa ci sembra sia il Network? Oppure, ugualmente importante, cosa non ci sembra che sia?

Fare Networking non è per niente intuitivo. Molti di noi facendo networking pensano “cosa posso ottenere da lui?” oppure più direttamente  ”cosa ho bisogno di ottenere da lui?”.

Non farlo!

Networking vuol dire avere rapporti stabilendo e mantenendo un relazione con qualcuno, prima di chiedere un aiuto.  Le regole non cambiano solo perchè non è un rapporto faccia a faccia. Lasciatemi fare un esempio su uno dei più comuni errori che noi vediamo  nel nostro lavoro.

La scorsa settimana ho ricevuto una richiesta di connessione su Linkedin che  diceva: “Susan, sto cercando una nuova opportunità di carriera e mi piacerebbe aggiungerti tra i mie contatti LinkedIn”. Noi siamo sempre pronti ad incontrare gente e ampliare il network. Ho accettato l’invito però mi sono sentito già da subito sulla difensiva. Come mai, qual’è il punto? Non ho neanche incontrato questa persona e sento che sta già per chiedermi un favore!

Adesso cominciamo a ripassare le poche e basilari regole di Linkedin (o di ogni altro strumento di networking):

  • il 90% delle richieste di connessione è generico e non personalizzato, sarebbe un po’ come se passeggiando accanto a qualcuno, questo ti dicesse: “ciao, vuoi essere mio amico?” non penso che ciò sia possibile!
  • oppure ricevo richieste di contatto del genere: “vedo che sei connesso con Mister x, potresti farmi un’introduzione?” Quale sarebbe la tua risposta se fosse la situazione fosse inversa? Forse sarebbe una cosa simile: “aspetta un minuto sei un completo estraneo per me e mi chiedi una cosa così impegnativa?”
  • oppure ricevi richieste in cui Mister X ha indicato che sei suo amico ma tu non l’hai mai sentito nominare
  • ancora si ricevono richieste con errori nel testo: introductione, ci siamo conisciuti, ma siamo davvero seri?

Dei buoni esempi di invito

  • Una breve idea  di come sei arrivato alla persona a cui stai chiedendo il contatto.  Il Networking consiste nel costruire delle relazioni e ciò implica sia il dare che il prendere, ma non prendere e poi dare solo se si può! Ricordati, questo è un concetto chiave: Mai chiedere qualcosa subito. Agisci in modo semplice e inizia come prima cosa a costruire una relazione.
  • Una personalizzazione dei messaggi: un ottimo esempio è: “mi ha fatto piacere far la tua conoscenza su Twitter e ho apprezzato il tuo ReTweet. Perchè non connettersi? Una persona così la aggiungerò volentieri tra i mie collegamenti e mi sentirò di certo propenso ad aiutarlo se me lo chiederà.
  • Se ci siamo conosciuti, spiegare come! se sei ad un grande incontro forse la persona a cui chiedi il contatto non ti ricorderà. Può essere una buona idea dire “Mi ha fatto piacere conoscerti alla colazione di stamattina” per fargli capire chi siamo.
  • Attenzione ai dettagli: assicurarsi che la forma grammaticale sia corretta.

Ora ritorniamo alla mia storia … immediatamente, dopo aver accettato il suo invito, i mie pensieri sono diventati realtà, ricevo infatti una mail così:

“mi piacerebbe ringraziarti per aver accetto il mio invito e chiederti un aiuto nella mia ricerca di una nuova opportunità di lavoro. La mia ultima esperienza di lavoro è terminata per una chiusura aziendale, sono stato lì per oltre 8 anni.”

segue una lunga descrizione delle sue esperienze ed eccovi  la conclusione ” ogni tipo di aiuto che vorrai darmi nella mia ricerca sarà apprezzato”

Adesso, lasciatemi dire che questo è un approccio sbagliato (e noi riceviamo un sacco di mail così). Andresti spedito in uno studio medico o di avvocati chiedendo i loro servizi gratis? Spero di no… in questa maniera non andresti lontano. Questo sarebbe incredibilmente presuntuoso e metterebbe tutti sulla difensiva.

La mia azienda aiuta le persone nella ricerca di lavoro. E’ un’attività gratificante, soprattutto quando riesci ad aiutare qualcuno nel suo percorso di carriera. Quando abbiamo un relazione con qualcuno, lo consideriamo come un elemento del nostro network, quindi spesso lo mettiamo in contatto con i recruiter e revisioniamo il suo CV. Ma ricordiamoci che dobbiamo avere una relazione per far ciò. Rispetto all’esempio che citavo sopra vorrei farvi notare che, mentre mi accingerò a rispondere a quella mail non avrò comunque neanche ancora conosciuto quella persona.

Adesso guardiamo una mail che era ok. Questa è l’email che ho ricevuto dopo un evento:

“Insieme al mio collega ti abbiamo conosciuto alla conferenza di oggi. Tu hai detto che, occasionalmente, sei alla ricerca di  Executive Coach e dopo aver navigato un po’ nel tuo sito mi sono ancora più interessato e mi piacerebbe saper di più sul tuo lavoro e anche sulle opportunità di collaborare come insieme nell’ambito del Career Consulting. Ti piacerebbe se ci incontrassimo? Come sei messo nelle prossime settimane?

Per me questa mail è ottima.

Si dice dove ci siamo incontrati, cosa lui può fare per me, ricevo i suoi complimenti e mi dice apertamente che gli interesserebbe approfondire la conoscenza. Chiaramente lui è interessato a lavorare con me ma il suo approccio è stato di proporsi come un aiuto nei mie confronti, non mi sta chiedendo aiuto, lo offre. E’ coinciso, di piacevole lettura  ed efficace.  Ho fissato un incontro con lui il giorno stesso!

Il Networking non è complicato come la fisica nucleare, però può sembrare un’attività complessa.

La base è prendere e dare nella relazione. E’ anche molto importante essere autentici e divertirsi nel conoscere le persone. Questo è quello che può differenziarti.

Quando fai networking vale tanto ciò che puoi dare come ciò che puoi chiedere.

A presto

AM

il Post di origine lo trovate qui


Il nuovo Post delle PersonalJobber2.0


sul magico mondo dei biglietti da visita viventi: LinkedIn 

Alcune indicazioni essenziali: esserciessere interconnessi ed essere attivi su LinkedIN oggi è un must.

Voi ci siete? Scriveteci, commentate, confrontiamoci! anche su twitter :)

leggete qui il resto del post, a presto!

Anna


Sbagliando s’impara

Pensavo di non scrivere ancora prima di Natale ma … sono spinta a farlo per scusarmi, ieri ho inviato gli auguri di Natale a molti di voi attraverso Linkedin, Facebook e Twitter e dovevo fermarmi … invece ho pensato: “chi non è collegato non li vedrà… posso esportare i miei contatti di linkedin e mandare una mail semplice di Auguri a tutti.”

ll mio errore

in due gruppi di 250+250 non ho inserito in ccn gli indirizzi … grave errore di netiquette lo so.

Alla prima risposta, dove ho visto in cc tutti, ho capito e ho risposto individualmente scusandomi, mi pareva il minimo…

uno dei destinatari infastiditi del mio errore ha replicato a me e a tutti gli altri 499 così:

“io posso anche capire lo spirito natalizio, ma possibile che a nessuno
venga in mente che mandare auguri inutili a gente che non si conosce
non ? cosa gradita!
a iniziare da Anna Martini, che ha iniziato e che prontamente
cancellato dai miei contatti all’ultimo che rimandato a tutti gli
ennesimi auguri, non si mettono in chiaro gli indirizzi quando si
mandano queste cose!!!”

Le mie scuse a 500 persone

ho risposto così:

“Mi dispiace Fabrizio per aver arrecato a te, e ad altri, disturbo, voglio scusarmi direttamente con te perchè giustamente ho sbagliato a non inserire in ccn gli indirizzi, concordo al 100%

il gruppo è composto però solo dai miei contatti di linkedIn, gruppo open per altro, se clicchi sui miei contatti li puoi sfogliare tutti e non conteneva nessuna comunicazione riservata, semplicemente degli Auguri Natalizi

Non ti conosco, vero, ma molte altre persone le conosco perchè ogni giorno cerco di utilizzare al meglio la mia rete Linkedin proprio nello spirito della piattaforma.

Ti saluto,e chiedo ancora una volta scusa agli altri per lo spam.
AM”

Le mie considerazioni [visto che qui sono a casa]

Come ho scritto io cerco davvero di dare forma alla mia rete, cerco di conoscere le persone, connetterle, fare in modo che si creino opportunità, che si crei conoscenza e consapevolezza e “TU che stai leggendo adesso, lo sai” perchè se sei qui, sai che questo è il mio spirito e, spero, tu lo condivida.

non sono arrivata a oltre 1000 contatti su LinkedIn per “far numero”, le mie non sono solo parole, sono anche azioni, in questo post sull’utilizzo del Network ci credo davvero!

Per cui: rinnovo le mie scuse e farò tesoro dell’accaduto perchè: sbagliando s’impara!  Ma vi chiedo:

SIAMO DAVVERO SOCIAL?

A presto e ancora Auguri a tutti

Anna


Come sfruttare davvero il network: chi è il tuo ponte?

Riprendo il discorso affrontato nell’ultimo post per parlare del network, come sfruttarlo davvero.

L’accaduto
Qualche giorno fa un candidato mi ha detto: “Anna io non avrò difficoltà a trovare un nuovo lavoro perchè conosco tanta gente, ho tanti amici che possono aiutarmi”.
Gli ho risposto che questo lo aiuterà di certo, ma che la vera utilità del network sta nei legami deboli, non in quelli forti; conoscere qualcuno che conosce, a sua volta, qualcun altro.

Ipotizzando di essere A, che B sia il “nostro amico, ex collega, o chi altro” e che C sia, a sua volta, un “amico, collega, ex collega” di B.

Bene: arrivare a C attraverso il nome di B, questo è il potenziale da usare!

Da dove partiamo?
Quando parlo con chi sta facendo un percoso di Outplacement o di Career Management gli chiedo di compilare un semplicissimo file per analizzare il network: in che azienda vorresti andare? Chi conosci? Qualcuno conosce qualcuno lì? Quale ruolo vorresti ricoprire lì?
Consiglio anche di utilizzare i contatti in prima persona, ossia: fare da sè!
Se conoscete qualcuno che a sua volta può crearvi un contatto dove desiderate presentarvi, chiedete semplicemente la possibilità di “spendere” il suo nome ma siate voi gli autori dell’azione di networking; solo così sarete certi del risultato e del timing!

La pratica e i consigli
Oggi chi gestisce selezioni e assunzioni è oberato di offerte e richieste per cui, la leva della fiducia che si genera in amicizia, tra ex colleghi, tra colleghi ecc. è fortissima: aiuta e snellisce il lavoro.
Se C incontrando o ascoltando voi saprà di aiutare B lo farà ovviamente più volentieri.Non scordate di aggiornare B sul percorso e sul risultato; spesso una telefonata di B vs C può rafforzare. Aggiornate costantemente il file, sarà utile per il futuro e per non fare sovrapposizioni o gaffe come scrivere due volte alla stessa persona spendendo due nomi differenti.
Presentatevi all’incontro con C pronti ed aggiornati sia su C che su B, informatevi prima …

Per esempio anni fa per arrivare ad un cliente ho utilizzato una conoscenza comune che, oltre ad avermi fatto da “ponte” (dicesi ponte colui che permette la connessione tra A e C) mi aveva informato che C amava le penne, le collezionava, non parlo di Montblanc ma di penne con loghi aziendali, i classici gadgets che si offrono a convegni o ad eventi; questa informazione è stata utilissima per me perchè C ha davvero apprezzato che io lo sapessi, ho dato conferma al suo legame di fiducia verso B ed il fatto che, prontamente, avessi per lui due penne per aumentare la sua collezione ha contribuito a “rompere il ghiaccio con me” e a favorire una comunicazione costruttiva.

Conclusioni
Ovviamente ridurre il discorso del network ad un giochino di scambio di penne tra A, B e C è riduttivo, spero tuttavia che i consigli pratici e la semplicità delle mie parole possano esservi d’aiuto.Nei prossimi post cercherò di addentrarmi sempre di più nell’argomento per permettervi di farvi scegliere, scegliendo!

A presto


Uno scambio virtuale di biglietti da visita? BASTA!

Ben ritrovati, mi scuso come prima cosa dell’assenza…

Utilità o inutilità

Sto riflettendo sulle enormi possibilità che ci da un buon network e sull’inutilità di non coltivarlo e sfruttarlo bene…. sarà perchè serve a me stessa ma anche perchè è un’attività che faccio costantemente con i candidati che seguo in Outplacement. L’analisi del network, ricostruirlo, integrarlo, connetterlo fa parte del percorso che chi lavora con me affronta.

mi spiego: io leggo, ascolto, condivido, scrivo, commento, rispondo, chiedo contatti, accetto contatti, amicizie, offro sempre la mia disponibilità a dare un aiuto (non dovuto) a chiunque me lo chieda; dispenso consigli, suggerimenti, condivido spontaneamente idee e novità….

Da me potete, infatti, aspettarvi messaggi, attraverso i social, del tipo “sfruttiamo davvero il network” oppure “creiamo davvero la rete” perchè tutte le mie azioni sopra riportate hanno un unico scopo: cambiare le cose, l’ottica della comunicazione, riportare tutti in un’ ottica  di fiducia e di collaborazione spontanea. Lavoro molto con i social e proprio a loro devo riconoscere il merito di discreti risultati raggiunti in termini di connessioni tra persone.

Spesso ricevo risposte confortanti, perchè tanti, capiscono che si può dare e ricevere e che qui, nel web 2.0, le regole sono differenti; prima di tutto, ad esempio, se posso, do quasi sempre del tu a tutti, proprio perchè l’atteggiamento che ho e che vorrei ricevere è di scambio, di collaborazione, propenso a costruire e non crogiolato in ossequi o virtuali scambi di biglietti da visita!

Uno scambio  virtuale

Mi piacerebbe che le persone all’interno della mia rete contassero sulla reciproca collaborazione, che chiedessero mostrandosi disponibili anche a dare. Non ci vedo nulla di male nella miriade di richieste che ricevo sulla consulenza di carriera, sui CV, sul desiderio di cambiamento e sono sempre disponibile a rispondere e a confrontarmi con loro.

Le mie conclusioni

Il network va curato con obiettivi chiari, con costanza e con sentimento ma soprattutto va sfruttato! Cosa mi servono 1000 contatti su linkedin se poi non so interagire, non li contatto, non cerco collaborazione da loro? Credo che ci voglia anche un po’ il coraggio di chiedere in maniera umile.  Ognuno ha tanto da dare facendo poca fatica e quel poco che ha da offrire, che sia un consiglio, un passaparola, una segnalazione, un appuntamento commerciale, o altro… è oro per chi lo riceverà! Allora perchè non cominciare?

Questo è quello che provo a spiegare a chi seguo nella mia attività di Consulenza di Carriera, a sfruttare il network, a dare ma anche a chiedere; a scambiarsi favori, insomma, per raggiungere il traguardo di farsi scegliere, scegliendo!

E voi, quanto curate il network? Quanto interagite con i vostri contatti?

a presto!

 


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