Quando l’immagine on-line influenza quella off-line

Il fatto
Nei giorni scorsi ho letto con molto interesse ed attenzione i due articoli citati in fondo. Il tema centrale, analizzato da due aspetti leggermente diversi, è il “come” un utilizzo leggero o superficiale di facebook possa precludere o influenzare l’immagine che un Direttore del personale, che ci deve selezionare, avrà di noi.
L’articolo in questione illustra come un candidato che, avendo probabilmente la sua bacheca di facebook visibile a tutti, scrive: “Tra un anno mi trasferisco in Giamaica” e di seguito arriva subito la giusta considerazione che, molto probabilmente l’HR che lo dovrà selezionare, cercando informazioni su di lui in fase “pre-colloquio” avrà degli elementi, non troppo coerenti su cui riflettere. Il selezionatore avrà da sondare meglio la sua reputazione on line in relazione a quella off line!

La mia riflessione
Sicuramente oggi, molto più di ieri, chi si trova a far selezione utilizza Google come strumento di ricerca per avere un’immagine più vera e più completa di chi avrà difronte e per verificare la reputazione on line dei candidati, ma è anche vero che sono informazioni aggiuntive che vanno lette in un contesto globale,  e cercando di interpretarne i “toni”, come giustamente ci suggerisce il secondo articolo.
Credo che però oltre a parlare di una “cultura del digitale” che dovrebbero avere gli HR bisognerebbe responsabilizzare in prima battuta chi è in grado di generare quei contenti.
Mi spiego: se partiamo dal presupposto che “dobbiamo farci scegliere,  scegliendo” dobbiamo ricordarci che è nostra la responsabilità sul tipo d’influenza che operiamo verso il nostro “selezionatore” e del tipo di reputazione on line che abbiamo; bisogna quindi utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione nel modo migliore, magari utilizzando bene le regole sulla privacy di facebook per non far leggere le note più “leggere” dei nostri post a chi utilizzerà Google per cercarci; anzi, ancora di più, facendo sapere di noi ciò che vogliamo e che  sarà più utile dire.

Ripeto una  frase non mia: i social network ci danno un grande potere, ma il loro utilizzo implica una  grande responsabilità.

Concludendo
Se fossi stata la selezionatrice in questione avrei incontrato ugualmente il candidato e, sul finire del colloquio, gli avrei simpaticamente chiesto qual’era il suo Business Plan per la Giamaica prima di “rimandare l’assunzione”!
Se fossi stata il candidato in questione, conscia del fatto di essere alla ricerca di un lavoro e della mia presenza sul web,  avrei scritto: “tra un anno, se non trovo il lavoro della mia vita, mi trasferirò in Giamaica”!
A presto,
Anna

ecco i due articoli citati:

Informazioni su Anna Martini

Fare #PersonalBranding per lei significa donarsi il lusso di farsi scegliere potendo scegliere! Community Manager @SheFactorIT
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6 risposte a Quando l’immagine on-line influenza quella off-line

  1. Enrico Bisetto ha detto:

    Brava Anna (e grazie della menzione), sono prefettamente d’accordo con quanto scrivi, specie quando insisti sulla responsabilizzazione dell’utente, un punto sul quale, quando faccio formazione, non mi stanco mai di insistere. Il Web, e il Web Sociale in particolare, ci offre grandi opportunità aprendo i nostri orizzonti, ma siamo noi a doverne gestire in prima persona le dinamiche senza viverlo con troppa leggerezza, specie se speriamo di sfruttarne le potenzialità per il nostro “brand personale”.😉

  2. Riccardo Esposito ha detto:

    Spesso noto che la gente utilizza Facebook come un diario personale, come una vera e propria bacheca appesa in camera.

    E purtroppo ignorano che chi vuole scoprire qualcosa in più “googlerizza” il loro nome, scopre l’account Facebook (magari prima ancora di sfogliare il blog personale) e cerca di capire qualcosa in più della persona…

    Ciao, complimenti per il blog e per la riflessione!

  3. Daniele ha detto:

    Concordo Anna, i social sono un ottimo mezzo per farsi conoscere se usati con cognizione di causa. Purtroppo molti utenti non sono neanche a conoscenza di tutte le informazioni che si possono estrapolare dai loro profili. A volte sarebbe meglio fare in modo di nascondere tutto quello che si pubblica su un social. A mio parere, social come Facebook sono partiti come passatempo, ma come giustamente dici stanno diventando un “biglietto da visita”, nel bene e nel male…
    Ciao!

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