Specchio, specchio delle mie brame

Un candidato brama un posto di lavoro giusto, un’azienda brama per avere il candidato giusto … ma dove s’inceppa spesso il meccanismo? 

Oggi mi voglio far ispirare da famoso Specchio di Biancaneve e utilizzare la favola per parlare della realtà!

Cosa chiediamo allo specchio?

mi sembra di sentirlo parlare … in mano ad un’azienda o a un candidato indifferentemente direbbe “specchio, specchio delle mie brame, chi è il miglior candidato del reame?”

Se tu lo sei, se il tuo CV è ben allineato con l’annuncio che hai appena letto, se condividi al 100%  mission o vision di quell’azienda, se la senti tua … ti sei chiesto cosa davvero lo specchio risponderebbe? Parlerebbe di te? Perchè dovrebbe farlo? Google cosa dice su di te? Hai mai googlato il tuo nome?

oggi tutti cercano di perdere meno tempo possibile e ottenere velocemente il massimo risultato, soprattutto le aziende, non scordiamolo

Lo Specchio parlerà del tuo Personal Branding

Immaginiamo che lo specchio oggi parli dando eco a ciò che ogni candidato riesce a dire su di sè prima che lo specchio stesso venga interrogato perchè …  che tu lo voglia o no, che tu lo abbia scelto o meno, se non avrai intrapreso azioni coerenti, autentiche ed efficaci sarà peggio per te, lo specchio non dirà nulla su di te, parlerà di altri e non ti troveranno! Tutti abbiamo un Personal Brand indipendentemente dal fatto che ci preoccupiamo di curarlo e coltivarlo o meno.

Concludo ricordando che …

  1. Il Personal Brand è la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner ti sceglie.
  2. Fare Personal Branding aiuta a farsi trovare per “farsi scegliere, potendo scegliere!”

A presto!

 

 

Informazioni su Anna Martini

Fare #PersonalBranding per lei significa donarsi il lusso di farsi scegliere potendo scegliere! Community Manager @SheFactorIT
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8 risposte a Specchio, specchio delle mie brame

  1. William Chilelli ha detto:

    Brava. Tutto perfetto e bello.

  2. Pingback: Specchio, specchio delle mie brame | fabriziofaraco

  3. Fabrizio Faraco ha detto:

    Anna complimenti! Magari a noi che siamo sempre sul pezzo potrà sembrare scontato, ma ci dobbiamo ricordare che scriviamo per chi il lavoro lo sta cercando e per cui tutto questo non è scontato affatto. Infatti da noi si usano ancora i cv dove si dice ciò che abbiamo fatto e non ciò che sappiamo fare. Il personal branding, o un approccio di questo tipo aiuta. Sempre che dall’altra parte (in azienda) ci siano persone in grado di capire. E anche questo non è affatto scontato!

    Magari è un’idea per un tuo prossimo post. Ricordiamoci, come dice il prof. Lucchi di Eurisko, che è il conformismo del management aziendale il responsabile della “spirale del collasso”, ovvero quella dove tutti i manager fanno le stesse cose e, a fronte di continue riduzioni dei margini, alla fine si porta le aziende a chiudere (e al management a incassare le laute liquidazioni)!

    • Anna Martini ha detto:

      è il conformismo del management aziendale il responsabile della “spirale del collasso”, una frase ispirante e su cui meditare, è vero! grazie @Fabrizio … Nulla è scontato, o per lo meno, ciò che lo è per noi non è detto che lo sia per altri …. verissimo! see you soon

  4. Francesca Parviero ha detto:

    In questi giorni mi sono trovata a confrontarmi sia sulla esigenza di un rinnovamento dei modelli di un management italiano vecchio (e non solo per l’età anagrafica!) che sullo specchio…
    So solo che quello stesso management che tanto rifugge e snobba il personal branding (nemmeno il proprio!) e il mondo social (“io? per carità una perdita di tempo!”) quando si trova alle strette (per essere polite) allora si che inizia ad interessarsi…

  5. Nicoletta ha detto:

    trovo interessante la considerazione che tu abbia comunque un personal branding, che tu lo curi o no. quindi tanto vale pensarci, no? da dove si comincia?

    • Anna Martini ha detto:

      ciao Nicoletta grazie per il tuo commento e che commento …. Glamour!!! Da dove cominciare per il proprio personal brand? Direi di cominciare facendosi delle domande specifiche, avendo vision e iniziando a scrivere su un foglio qual è il proprio obiettivo, procedendo con coerenza e capacità di ascolto, osando un po’ e “sfruttando” il network … e comunque il top sarebbe avere un personal shopper 2.0 … anzi due!

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